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Rassegna di news sulla privacy selezionate dalla rete

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  • Più privacy per Facebook: basterà?

    Profili di privacy, positività e negatività, relativi alle novità introdotte da Facebook, anche in chiave di tutela dell'utente, per la condivisione dei dati personali e per il "tagging" delle foto e dei commenti.

    È noto come la società americana Facebook, titolare del social network sempre più celebre e sempre più diffuso a livello planetario, abbia recentemente introdotto alcune modifiche riguardo alla gestione dei “post” propri e altrui. alla visualizzabilità da parte di terzi dei dati immessi dagli utenti e alla questione del "tagging" delle foto e dei commenti.

    Ciò Facebook ha deciso, anche per soddisfare le numerose richieste provenienti dagli utenti, ma anche dalle Autorità Garanti nazionali, per una maggiore trasparenza e correttezza nel trattamento dei dati personali degli interessati.

    Le innovazioni riguardano in gran parte la gestione e condivisione con gli altri utenti Facebook di post, tag, foto e altri contenuti, e quindi di dati personali, con le connesse – inevitabilmente - questioni relative alla tutela del diritto alla protezione dei dati personali.

    La gestione del profilo Facebook

    Il primo cambiamento rilevante concerne il profilo, verso cui Facebook risulta provare ad assicurare che esso non presenti contenuti che l’utente non desideri e che i contenuti via via immessi siano visibili solo a chi si vuole.

    Facebook mira a rendere questa gestione dati più semplice e trasparente, mettendo a disposizione degli utenti dei nuovi tool che non li costringono più a passare con diversi click attraverso vari menù, spesso peraltro poco chiari, ma che appaiono direttamente "online", e consentono loro di decidere il da farsi, in maniera più rapida e chiara.

    Peraltro, è prevista anche la funzione di "preview" , una sorta di anteprima, per consentire all’utente di verificare esattamente come il suo profilo verrà visualizzato dagli altri prima che la configurazione divenga effettivamente operante.

    La questione del “tagging”

    Una delle innovazioni più interessanti è quella relativa al tagging delle foto e dei commenti, funzione frequentemente utilizzata dagli utenti di Facebook.

    Quest’ultima ebbene al riguardo ora prevede che gli utenti possano approvare il tag operato da terzi, sui contenuti immessi dall’utente o da altri terzi.

    Ciò chiaramente in modo preventivo, ossia prima che il post o la foto dell’utente sia visibile a chiunque sul suo profilo.

    Prima dell’innovazione in questione l’utente non sapeva né poteva approvare il tag pur riferito a dati che lo riguardavano, quale evidentemente una foto con la sua immagine.

    I “post” e la gestione della privacy

    Facebook, fra le novità introdotte, consente ora al proprio utente di verificare in modo - che si auspica rapido e chiaro anche nella quotidiana prassi operativa! - chi possa leggere i suoi post quando decide di condividerli con gli altri utenti, già al momento dell’inserimento del post, dividendo – e in qualche modo selezionando - i fruitori del medesimo per liste, gruppi o altro criterio.

    Peraltro, ora è possibile anche:

    a) inserire nel post la propria localizzazione, senza ricorrere all’ulteriore strumento “Places”, aggiungendo così un ulteriore tassello nell’utilizzo volontario e – magari - consapevole dei propri dati personali pur di carattere comune;

    b) modificare i settings di un post già pubblicato, senza necessità di cancellarlo e riscriverlo, con la conseguente possibilità di gestione dei propri dati personali più rapida ed effettiva.

    Le riflessioni sulla novità e positività appena descritte offrono il destro per una riflessione più ampia sulla natura giuridica di Facebook e sulle persistenti criticità del servizio in questione.

    L’inquadramento giuridico di Facebook

    Dal punto di vista giuridico, Facebook, al pari degli altri social network, costituisce a tutti gli effetti un servizio della società dell’informazione, come espressamente sancito dall’articolo 1, paragrafo 2 della direttiva 98/34/CE modificata dalla direttiva 98/48/CE.

    La principale caratteristica di tale socialnetwork è la possibilità, per l’utente, di creare un proprio “profilo”, sia con una descrizione di se stesso, sia inserendo in rete contenuti di diverso genere (fotografie, testi, commenti, musica, video, links).

    Ogni utente ha poi la facoltà di rendere tale profilo visibile a chiunque (e quindi pubblico), oppure di limitare tale visibilità solo ai soggetti autorizzati dall’utente stesso, tramite inserimento nell’elenco di contatti (c.d. “amici”) o anche ai soggetti che, a loro volta, figurano come contatti dei propri contatti.

    Occorre sempre tenere a mente che la maggior parte degli introiti dei fornitori di SNS derivano dalla pubblicità proposta sulle pagine web che gli utenti pubblicano e consultano.

    Ciò considerando, l’iscrizione al servizio di social network non può dirsi davvero gratuita, dato che i dati degli utenti contenuti nei rispettivi profili personali sono infatti spesso riutilizzati per attività mirate di marketing.

    Alla luce di tale fenomeno, che potrebbe dirsi irreversibile data la crescente rapida diffusione dei social network, quale Facebook, occorre che gli utenti dei servizi di social network valutino con attenzione se e cosa pubblicare in rete: c'è il rischio concreto e serio di perdere il controllo dei propri dati.

    Senza considerare peraltro che info e immagini del’utente immesse nel proprio profilo Facebook - o in quelli di “amici” o altri utenti - potrebbero riemergere in tempi successivi, ad es. in occasione della presentazione di una domanda d'impiego.

    In quest’ottica, ancora oggi si avvertono, nonostante le suindicate novità recentemente introdotte da Facebook, alcune rilevanti esigenze a metà fra settore tecnico e settore giuridico.

    Anzitutto, il fornitore del servizio di socialnetwok dovrebbe informare adeguatamente gli utenti anche sulle conseguenze collegate all'immissione in rete di dati personali.

    Inoltre, dovrebbe garantire che i dati degli utenti non vengano estratti dai motori di ricerca se non con il loro previo consenso.

    Ma la lacuna persistente ancor più evidente riguarda l’aspetto della proprietà dei dati personali e della loro conservazione/eliminazione.

    Precisamente, gli utenti dovrebbero poter non solo recedere agevolmente da Facebook ma anche cancellare ogni informazione pubblicata sul medesimo social-network, senza alcuna possibilità di indesiderata “quiescenza” del proprio profilo disattivato e senza che copia dei medesimi dati rimanga presso la società titolare del servizio. O tantomeno presso società terze in qualche modo collegate con il titolare! - e alle quali eventualmente i dati dell’utente recedente siano stati comunicati.

    Facebook helps you connect and share with the people in your life

    http://www.ipsoa.it/PrimoPiano/Diritto/pi_ugrave_privacy_per_facebook_baster_agrave_id1049495_art.aspx

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